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Baguette con Biga tradizionale
(29/03/2012) |
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| Come ho detto nella pagina introduttiva, una discussione con un professionista mi ha portato a riconsiderare le dosi della Biga e riportarla verso la versione più tradizionale che vuole un'idratazione, della Biga, di meno del 50%. Inoltre le sue indicazioni erano anche di usare un poco più di lievito per raggiungere il livello di 1% in condizioni di temperatura moderate. Ho cercato di seguire questa linea ma con risultato non soddisfacente nonostante l'uso di farine di buona qualità, che però mi hanno dato l'impressione di assorbire poco l'acqua. Per far capire i problemi che ho incontrato in queste settimane di tentativi, presento il risultato migliore: Le Baguette con Biga tradizionale. Poichè la Biga servirà per due impasti diversi, la preparo il pomeriggio con queste dosi: 200 gr Manitoba Mulino Marino L'acqua fredda serve a tenere bassa la temperatura iniziale della Biga, ma con così poca acqua l'obiettivo dei 18 ºC è difficile da raggiungere. Ho impastato molto velocemente con la foglia cercando semplicemente di raccogliere tutta la farina ma di non formare la massa glutinica. Ho poi messo il tutto in una ciotola e coperto con pellicola trasparente
Ho tenuto la Biga a temperatura ambiente per 6 ore, poi dato che la temperatura tende ormai ad aumentare l'ho messa in frigo a 8 ºC per 8 ore e poi nuovamente a temperatura ambiente per altre 7 ore. Alla fine era così
La Biga risulta quello che deve essere, con un odore molto caratteristico e gradevole. Ne ho usata metà per fare le Baguette: 1/2 Biga Metto la Biga ridotta a pezzettini nel vaso della planetaria
Aggiungo parte dell'acqua con il lievito sciolto. Inizio ad impastare aggiungendo la farina rimanente poco alla volta. Poi aggiungo l'acqua lentamente. Quando l'impasto inizia a formare delle linee di tensione aggiungo il sale, e continuo ad impastare aggiungendo l'acqua rimanente. Lascio riposare per una decina di minuti l'impasto quando l'acqua non viene più assorbita, e questo per un paio di volte, fino all'assorbimento totale dell'acqua. Nell'effettuare questo impasto nasce il problema principale di questo procedimento. L'obiettivo iniziale, come da discussione con il professionista, era di raggiungere un'idratazione finale complessiva del 70%, che per un pane è elevata ma non poi troppo.
Lascio riposare per mezz'ora
poi porto su marmo e infarino leggermente
divido in tre parti
di ogni parte formo una specie di quadrato, senza schiacciare troppo l'impasto
e lo arrotolo
sigillo le estremità e il rotolo stesso
Allungo il rotolo alla dimensione di una teglia coperta da uno strofinaccio infarinato con semola
ecco le tre baguette pronte per lievitare
Lascio riposare coperte dallo strofinaccio per un'ora, mentre porto il forno a 250 ºC con la refrattaria in posizione intermedia e una ciotola d'acqua sul fondo. Prima di infornare effettuo i tradizionali tagli, di cui non ho foto per questo caso, ma sono identici a quelli delle altre baguette documentate meglio.
e questo è l'interno
Conclusioni Il risultato non è stato migliore di quello che ottenevo prima. La colorazione della crosta è del tutto insufficiente, dimostrando che la reazione di Maillard è scarsa, probabilmente per carenza di zuccheri semplici, cioè una scarsa maturazione dell'impasto. L'alveolatura è buona ma non migliore di prima, mentre la crescita in forno è decisamente minore di prima. Le difficoltà di ottenere un impasto accettabile con idratazione tutto sommato debole potrebbero essere dovute alle farine, che essendo biologiche non sempre possono garantire una costanza di comportamento, ma anche a qualche errore nella gestione dell'impasto di cui non riesco a rendermi conto. |
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