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Jonathan Stroud
La Triologia di Bartimeus |
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Il millenario jinn Bartimeus viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. La sua missione è tra le più difficili e pericolose: rubare il prezioso Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, mago senza scrupoli e membro del Parlamento. Ma il vero problema è che a chiamarlo è stato un ragazzetto di dodici anni, che non sembra affatto in grado di governarlo... |
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Sono passati quasi tre anni dalla vicenda dell’Amuleto di Samarcanda, e Nathaniel si è confermato il mago più giovane e intraprendente di tutto il Ministero. Niente di strano, quindi, che venga convocato per risolvere un mistero inquietante: una specie mostro, enorme, invisibile, circondato di oscurità, getta Londra nel panico e fa strage di cose e persone. |
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Tre anni dopo gli eventi narrati nell’Occhio del golem, il potere dei maghi di Londra vacilla: scoppiano disordini, i cittadini si ribellano, gli spiriti si danno battaglia nelle strade. John Mandrake, divenuto ministro dell’Informazione, è al culmine della notorietà e del potere; ma non può più contare sull’aiuto di Bartimeus, il jinn che sin dall’inizio è stato al suo fianco, perché la lunga permanenza sulla Terra lo ha indebolito quasi mortalmente. Eppure Mandrake si rifiuta di lasciarlo andare: per paura che altri si servano di lui, o forse perché Bartimeus è l’unico legame con la propria infanzia, quando John era ancora Nathaniel. Ma il giovane e ambizioso ministro sta per pagare cara la sua strategia: qualcuno infatti evoca Bartimeus per coinvolgerlo in un pericolosissimo piano che vedrà spiriti e umani uniti contro il potere dei maghi... |
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| Credo sia impossibile leggere questa triologia e non pensare ad Harry Potter e fare dei paragoni. Anche questi tre romanzi sono stati scritti sostanzialmente per ragazzi, ma hanno una omogeneità di narrazione che manca completamente nella saga di Harry Potter, dove i primi romanzi sono quasi per bambini, e poi il livello di indirizzo si innalza forse troppo, quasi a diventare dei romanzi per adulti. Nella triologia di Bartimeus la dicotomia tra persone "normali" e i maghi non è risolta con l'esistenza di due mondi separati in cui i "normali" sono di fatto inconsapevoli dell'esistenza della realtà parallela del mondo dei maghi, ma attraverso una coesistenza in cui i rapporti di forza relativi formano la struttura della società, in cui quindi i maghi comandano e i "normali" subiscono. E i maghi non sono affatto buoni e compassionevoli, a parte le "mele marce" come in Harry Potter, ma sono per la maggior parte egoisti, ambiziosi e del tutto immorali. Per di più la loro "magia" consiste semplicemente nella capacità di evocare nel nostro mondo, e costringere al proprio volere, delle "entità" che esistono in un mondo parallelo e molto diverso. Sono questi esseri ad avere capacità sovrannaturali, e i maghi li usano per aumentare il proprio potere, per difendersi dagli altri maghi e per arricchirsi. Un aspetto divertente di questi romanzi è anche la rivisitazione della storia umana alla luce di questa "realtà" della classe dei maghi che domina la storia e attraversa periodi di gloria a periodi di decadenza, quando i "normali" diventano sempre più coscienti delle azioni dei maghi e reagiscono violentemente abbattendo il loro predominio. Gli "spiriti" che vengono evocati e legati al volere dei maghi appaiono al confronto molto più onesti e di buoni sentimenti, anche se non mancano certo anche tra di loro faide ed inimicizie millenarie. Tutto sommato una visione molto originale di temi classici, e una storia che seppure leggera e di facile interpretazione, essendo diretta sopratutto ai giovani, non manca di osservazioni acute, di un fine umorismo e di una morale finale molto salda. Una bella e divertente lettura. |
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