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J.C. Grimwood
Pashazade Ed. Zona 42 (2014) (Pashazade - 2001) |
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– Stiamo scappando? |
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| Di primo acchitto è difficile catalogarlo come romanzo di fantascienza, anche se si presenta come una "ucronia", cioè una realtà deviata dal nostro percorso storico conosciuto, e probabilmente non è davvero completamente fantascienza, con una forte influenza fantasy, del fantasy storico alla Stephenson, per dire. L'ambientazione è affascinante, in una città di Alessandria (d'Egitto, per gli italiani) molto diversa da quella che conosciamo, e che si scopre poco alla volta seguendo le azioni del protagonista che, essendo anche lui sostanzialmente estraneo alla città e ai suoi costumi, permette di introdurre spiegazioni discrete che non danno fastidio allo sviluppo della storia. Storia che è di fatto un "mistery", con tutte le sue normali implicazioni di investigazioni, di sospetti e di insospettati (o insospettabili). A differenza però di un altro "mistery fantasy" di cui ho parlato tempo fa, cioè Drakenfeld, che non mi era piaciuto molto sia per la debole caratterizzazione dei personaggi sia per la poca brillantezza della soluzione del "mistery" che era di fatto il nucleo dell'intera narrazione, in questo Pashazade siamo in presenza di ben altro livello di storia. Tenendo anche conto che questo è dichiaratamente il primo capitolo di una trilogia, e che quindi non ci si deve aspettare una completa esposizione dei problemi e sicuramente non delle loro soluzioni, la presentazione dei personaggi principali è molto efficiente, con qualche flash-back ad illustrare poco alla volta il passato del protagonista, che rimane ambiguo e non del tutto comprensibile nella sua strenua lotta per sopravvivere in un ambiente che inizialmente non può capire, ma che poco alla volta riesce a controllare. I flash-back chiariscono anche, molto lentamente, le enormi potenzialità del protagonista, ed il perchè alla fine non può che vincere. Quello che è più apprezzabile in questo romanzo non è tanto la storia, anche se è solida e coerente, con la soluzione del "mistery" del tutto soddisfacente, ma è l'ambientazione, quella di una Alessandria che avrebbe potuta essere in un mondo che poteva esistere, in un misto di civiltà del passato e di sviluppi moderni. L'aspetto ucronico, come ho detto, è abbastanza nascosto, nel senso che la società che si è sviluppata dopo la breve e non determinante Guerra Balcanica, con un riaggiustamento dei rapporti di forza ma senza il grosso cambiamento che la Prima Guerra Mondiale ha avuto nella nostra striscia temporale, non è evidenziata in modo esplicito, lasciata apparire più dai flash-back sulla vita di Ashsaf che dalla vicenda principale. Ma siamo solo al primo capitolo di una storia lunga, e dobbiamo aspettare il seguito per capire meglio anche l'aspetto ucronico. Per il momento devo sottolineare la piacevolezza della lettura di questo romanzo, che presenta un'ambientazione estremamente interessante e una storia intricata che ha una soluzione logica e soddisfacente. I personaggi principali sono descritti in modo davvero completo, facendoli diventare delle vere persone di cui ci si interessa del futuro. E quindi aspettiamo il seguito... che se si fa aspettare troppo bisognerà leggere gli originali... In effetti la pubblicazione di questa edizione italiana la si deve all'iniziativa di una piccolissima casa editrice, che sta scommettendo sulla possibilità di sopravvivere pubblicando in italiano ottimi romanzi di fantascienza. Le sue dimensioni e disponibilità economiche rendono piuttosto difficile la distribuzione delle copie cartacee, molto più facile acquistare l'edizione digitale in rete. Dobbiamo in ogni caso fare tanti auguri a Zona 42, che abbia successo e che ci porti molti altri romanzi, a cominciare dai seguiti di questo... |
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