Joe Abercrombie

The Trouble with Peace

Ed. Orbit 2020

 

 

Savine dan Glokta, once Adua's most powerful investor, finds her judgement, fortune and reputation in tatters. But she still has all her ambitions, and no scruple will be permitted to stand in her way.
For heroes like Leo dan Brock and Stour Nightfall, only happy with swords drawn, peace is an ordeal to end as soon as possible. But grievances must be nursed, power seized and allies gathered first, while Rikke must master the power of the Long Eye . . . before it kills her.
Unrest worms into every layer of society. The Breakers still lurk in the shadows, plotting to free the common man from his shackles, while noblemen bicker for their own advantage. Orso struggles to find a safe path through the maze of knives that is politics, only for his enemies, and his debts, to multiply.
The old ways are swept aside, and the old leaders with them, but those who would seize the reins of power will find no alliance, no friendship, and no peace, lasts forever.

 

Secondo capitolo della trilogia Age of Madness (L'età della Follia) dopo Il Piccolo Odio (mentre finivo di leggere questo romanzo, e scrivevo queste note, è uscita l'edizione italiana, Il Problema della Pace, per cui se qualcuno verrà stimolato da questo mio scritto a leggere il romanzo, lo può fare in italiano).
Rimando al mio commento al volume precedente per quanto riguarda il rapporto di questa trilogia con la precedente, e in generale per le opere di Abercrombie, mentre qui mi limiterò al commento di questo romanzo. Commento che non è affatto banale se voglio evitare spoiler eccessivi.
Un problema è che questo romanzo presenta un continuo cambio di alleanze, di scopi strategici, di amicizie e di lealtà. Quello che ti colpisce all'inizio come un vero colpo di scena, è completamente capovolto nel corso della storia, e nemmeno una volta sola. E poche pagine dopo succede ancora, e il personaggio che ti era simpatico perché ti immedesimavi con i suoi desideri diventa improvvisamente qualcosa di diverso... Ma se ci pensi un poco ti accorgi che non è completamente una sorpresa, perché la natura umana è quella che è, complessa e mai coerente con se stessa, guidata fondamentalmente da istinti e anche, ma non in modo principale, da ragionamenti logici, che confliggono spesso con gli istinti e quasi sempre con i propri desideri di base.
Poi arrivi quasi alla fine... e scopri che tutto ricomincia... in attesa del terzo e forse conclusivo romanzo.
Ho buttato giù queste due frasi confuse per evidenziare una cosa: il romanzo mi è piaciuto enormemente, molto più del precedente che già era notevole. Questo è emotivamente infinitamente superiore, e la descrizione della battaglia che occupa una buona parte della seconda metà è qualcosa che da sola rende gloria al Grimdark.
Quando l'avrete letto anche voi, magari ci potremo scambiare opinioni più "in chiaro"...

 

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