Scott Lynch

La Repubblica dei Ladri

Ed. Mondadori 2020 (The Republic of Thieves 2013)

 

 

Doveva essere il colpo più clamoroso della loro carriera, invece si è rivelato un… clamoroso fiasco. Così Locke e il suo fedele compagno Jean sono riusciti a malapena a salvare la pelle. Almeno, Jean ci è riuscito: Locke sta morendo, avvelenato in modo lento ma inesorabile da una sostanza che nessun alchimista o dottore può combattere. Ma quando la fine sembra ormai vicina, una donna misteriosa offre a Locke un'opportunità che potrà salvarlo, o ucciderlo. Le elezioni del Konseil sono imminenti, e le diverse fazioni hanno bisogno di una pedina da muovere a loro piacimento. Se Locke acconsente a essere quella pedina, con un incantesimo la donna estrarrà il veleno dal suo corpo, anche se l'operazione sarà talmente dolorosa da fargli desiderare la morte. Locke non ci pensa proprio, ma due elementi lo inducono a cambiare idea. Primo, le suppliche di Jean. Secondo, un nome femminile pronunciato dalla maga: Sabetha, l'amore della sua vita, abile e arguta quanto lui, e ora la sua più grande rivale. Locke si è innamorato di Sabetha al primo sguardo, quando era un giovane orfano e apprendista ladro. Ma dopo un corteggiamento tumultuoso, Sabetha se n'è andata. Ora si ritrovano nuovamente uniti in uno scontro. Di fronte all'unica persona che sia in grado di tenergli testa – nel gioco dell'amore e in quello degli inganni – Locke deve scegliere se combattere Sabetha, o sedurla. Una decisione da cui potrebbero dipendere le vite di entrambi.

Sono passati 15 anni da quando avevo parlato del primo volume di questa serie, Gli Inganni di Locke Lamora, e poi del suo seguito I Pirati dell'Oceano Rosso. Tanto tempo dovuto inizialmente a difficoltà di salute dell'autore, ma poi anche al disinteresse dell'editore italiano del tempo. Solo oggi Mondadori ha ristampato i primi due e pubblicato per la prima volta questo terzo: La Repubblica dei Ladri.
Purtroppo Scott Lynch ha avuto ancora problemi personali e quindi i seguiti sono ancora in ritardo, anche se sembra che il quarto sia in mano all'editore americano.
Questo terzo romanzo prosegue abbastanza linearmente la vicenda del secondo, con ormai solo Locke e Jean come personaggi centrali, anche se finalmente riappare (ed era evidente che prima o poi avrebbe dovuto farlo) il vecchio amore di Locke, e cioè Sabetha. Il loro incontro/scontro è di fatto il centro del romanzo, che questa volta punta alla descrizione dettagliata dell'attività di una compagnia teatrale (come nel precedente era stata la navigazione su una nave a vela) di cui viene precisato ogni aspetto. È ormai evidente che è questo l'obiettivo di Lynch, avere una certa attività come tema centrale, insieme ad una ambientazione legata a qualche città mediterranea. L'unica vera novità è la descrizione, minima ma abbastanza chiara, della società dei maghi che hanno un ruolo davvero significativo in quel mondo. Il tema centrale della storia, su cui si devono scontrare le capacità truffaldine di Locke e di Sabetha, è in effetti piuttosto debole, e non lascia particolari emozioni.
Nel complesso il romanzo è gradevole, ma anche perché ormai non c'è più alcuna sorpresa, è decisamente inferiore ai due precedenti. Non so se Lynch riuscirà ad avere un colpo di coda positivo, ma se prosegue in questo modo i seguiti non saranno poi tanto interessanti.
Sperando di sbagliarmi, credo che il romanzo vada comunque letto.

 

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